Alighiero Boetti

Alighiero Boetti (Torino, 1940 – Roma, 1994) è una delle figure più originali e amate dell’arte italiana del Novecento. Autodidatta, esordisce nel 1967 nell’orbita dell’Arte Povera torinese, ma prende subito una direzione propria — più concettuale, giocosa e internazionale — che lo porterà a sdoppiarsi nel celebre alter ego Alighiero e Boetti.

Il cuore della sua ricerca è il paradosso tra ordine e disordine, tra la mano dell’artista e quella dell’altro. Dal 1971 viaggia in Afghanistan, dove affida alle ricamatrici di Kabul la realizzazione delle Mappe — planisferi ricamati che registrano i mutamenti politici del mondo edizione dopo edizione, fino alla morte. Accanto alle mappe, una produzione sterminata e coerente: i monocromi a biro, i Lavori postali, le composizioni di lettere e frasi ricamate, i Tutto — puzzle visivi in cui il mondo intero trova posto. Ha partecipato alla storica When Attitudes Become Form a Berna (1969) e alla Biennale di Venezia nel 1972, 1980 e 1990. Le sue opere sono al MoMA di New York, al Centre Georges Pompidou di Parigi, alla Tate Modern di Londra e al Guggenheim Museum di New York.

Articolo del Journal

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Opere disponibili

Dalla sfera al cubo, 1992, cm 17,7 x 18,1, ricamo

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