Renato Guttuso

Nasce il 26 dicembre 1911 a Bagheria, in Sicilia, e muore a Roma nel 1987. È uno dei pittori italiani del Novecento più riconoscibili nel mondo: un artista che ha scelto di stare dalla parte della realtà, con tutta la forza, il colore e la contraddizione che questo comporta.

Formatosi tra Palermo e Roma, Guttuso costruisce nel tempo un linguaggio figurativo di straordinaria intensità, nutrito dalla lezione di Picasso, dal Realismo europeo e da una visione del mondo profondamente civile. La Sicilia — i suoi mercati, la sua luce, i suoi corpi — non lo abbandona mai. La Vucciria (1974), il celebre mercato di Palermo dipinto con un realismo quasi allucinato, è forse l’opera in cui tutto questo confluisce con maggiore potenza.

Ma Guttuso è anche la Crocifissione (1940-41), manifesto anti-guerra dipinto in pieno fascismo. Sono i Funerali di Togliatti (1972), documento e pittura insieme. Sono i nudi, i ritratti, le nature morte cariche di vita. Un pittore che non ha mai smesso di credere che l’arte debba avere qualcosa da dire — e che lo ha detto, sempre, con una materia pittorica di rara qualità.

Opere disponibili

Velate, 1963, cm 96 x 73, olio su tela

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