
Paola Pivi (Milano, 1971) è una delle artiste italiane più originali e riconoscibili sulla scena internazionale contemporanea. Dopo aver iniziato studi di ingegneria, si iscrive all’Accademia di Brera e si afferma rapidamente con opere capaci di sovvertire le attese dello spettatore con precisione e ironia. Nel 1999 riceve il Leone d’oro alla Biennale di Venezia per la migliore partecipazione nazionale — con il celebre aereo da caccia capovolto esposto al Padiglione Italia.
La sua pratica attraversa scultura, fotografia, video, installazione e performance, ma ciò che la unifica è una logica dell’impossibile resa concreta: zebre in paesaggi alpini innevati, orsi polari ricoperti di piume colorate, camion rovesciati, mappe d’isola in scala 1:1. Il mondo animale è una costante, non come soggetto naturalistico ma come strumento per cortocircuitare la percezione e aprire uno spazio di meraviglia. Vive e lavora ad Anchorage, in Alaska. Le sue opere sono nelle collezioni permanenti del Guggenheim Museum di New York, del Centre Pompidou di Parigi, della Tate Modern di Londra e del MAXXI di Roma.
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