Giuseppe Uncini

Giuseppe Uncini (Fabriano, 1929 – Trevi, Perugia, 2008) è una delle figure più originali della scultura italiana del secondo Novecento. Trasferitosi a Roma nel 1953, entra in contatto con Alberto Burri, Afro e Capogrossi, e avvia una ricerca che fin dagli esordi si distingue per la centralità del materiale come linguaggio in sé.

Nel 1958 realizza il primo Cementoarmato — una lastra di cemento grezzo rinforzata da rete e ferro che lascia visibile la propria struttura portante — dando avvio a uno dei cicli più coerenti e rigorosi dell’arte italiana del periodo. Nei decenni successivi la ricerca si articola in cicli distinti: Terre, Ferrocementi, Strutturespazio, Mattoni, Ombre, Dimore, Spazicemento — ognuno un’esplorazione del rapporto tra materia, spazio e costruzione. Nel 1962 fonda il Gruppo Uno insieme a Biggi, Carrino, Frascà, Pace e Santoro. Nel 1966 partecipa alla Biennale di Venezia, nel 1984 con sala personale. La sua ultima opera, Epistylium (2007–2009), è una scultura in calcestruzzo armato di oltre sei metri realizzata per il MART di Rovereto. Le sue opere sono conservate alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, al MART di Rovereto e al Museo di Foligno.

Opere disponibili

Progetto per muro di cemento, 2002, cm 29 x 41, tecnica mista su carta

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