
A.R. Penck, pseudonimo di Ralf Winkler (Dresda, 1939 – Zurigo, 2017), è uno dei protagonisti della nuova figurazione internazionale e tra le voci più originali dell’arte tedesca del secondo Novecento. Cresciuto nella Germania Est, viene respinto dalle accademie di belle arti e lavora per anni in modo clandestino, sotto pseudonimi diversi, mentre le autorità della DDR sequestrano le sue opere. Nel 1980 è costretto all’espatrio in Germania Ovest.
Il suo linguaggio è immediatamente riconoscibile: figure archetipe stilizzate — gli Standart — che evocano pitture rupestri e disegni infantili, dense di simboli, tensione politica e contenuto mitico. Dopo il trasferimento a Ovest diventa figura centrale del neoespressionismo tedesco, accanto a Baselitz, Lüpertz e Immendorff. Ha partecipato a Documenta 5, 6, 7 e 9 e alla Biennale di Venezia del 1984. Le sue opere sono conservate al MoMA di New York, al National Gallery of Art di Washington e al Museum Ludwig di Colonia.


