
Agostino Bonalumi (Vimercate, 1935 – Desio, 2013) è una delle figure centrali dell’arte astratta italiana del Novecento. Formatosi nel clima milanese degli anni Cinquanta, incontra Lucio Fontana, Piero Manzoni ed Enrico Castellani — con loro fonda la rivista Azimuth, manifesto di una nuova idea d’arte radicalmente libera dalle convenzioni del passato.
La sua ricerca trasforma la tela da supporto a materia viva: attraverso strutture applicate sul retro, la superficie viene spinta verso lo spettatore o ritratta verso l’interno, generando le celebri estroflessioni e introflessioni — opere in cui luce e forma mutano continuamente al variare del punto di vista. Dagli anni Sessanta la ricerca si estende alla scala ambientale, fino ai grandi Ambienti per la Fondazione Guggenheim di Venezia (2002).
Nel 1970 è presente alla Biennale di Venezia con una sala personale. Nel 2002 l’Accademia Nazionale di San Luca gli conferisce il Premio Presidente della Repubblica alla carriera. Le sue opere figurano nelle principali collezioni pubbliche e private internazionali.


