
Achille Perilli (Roma, 1927 – Orvieto, 2021) è una delle voci fondanti dell’astrattismo italiano del dopoguerra. Nel 1947 firma, insieme ad Accardi, Consagra, Dorazio, Sanfilippo e Turcato, il manifesto di Forma 1 — il gruppo che rivendica per la prima volta in Italia la compatibilità tra impegno politico e ricerca formale astratta.
Il suo linguaggio evolve nel tempo senza mai perdere coerenza: dalla pittura segnica degli anni Cinquanta alle composizioni geometriche irregolari degli anni Sessanta e Settanta, fino alla teoria dell’irrazionale geometrico — una sintesi personalissima in cui la forma non descrive, ma agisce. Ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 1952, 1958, 1962 e nel 1968 con sala personale, e a Documenta 2 di Kassel nel 1959.


